Scenari sensoriali ed etica dell’intimità: metodologia di lavoro su Ex-pozicija
Written by Boris on 2026-03-13
Scenari sensoriali ed etica dell’intimità: metodologia di lavoro su Ex-pozicija
Una delle opere performative più celebri di Bacači sjenki — Ex-pozicija (proces_grad 02) — celebra 20 anni di “cammino” attraverso storie altrui e proprie, ma questa volta a Spalato è tornata non come spettacolo (era stata messa in scena al MKC nel 2009), bensì come svelamento della sua meccanica interna.
Il laboratorio di Boris Bakal ha presentato la metodologia di lavoro sullo spettacolo come studio di caso per il tema del simposio “metodologie creative: sistemi”. Invece della messa in scena, abbiamo mappato ed esaminato praticamente il sistema nato da un lavoro di lunga durata con attori-performer sulla drammaturgia sensoriale (la sospensione del visivo e il reindirizzamento della percezione verso suono, tatto e odore).
Il sistema comprendeva:
(1) la lettura del luogo (lo spazio come archivio/database drammaturgico),
(2) il colloquio iniziale e la selezione/disposizione delle “guide”,
(3) i protocolli di accompagnamento a occhi chiusi (sicurezza, fiducia, limiti),
(4) uno scenario narrativo adattivo (la storia è strutturata, ma cambia in base alla partecipazione e alla semantica del luogo) e
(5) la “stanza di controllo” finale.
Sullo sfondo di questo processo partecipativo sono sempre presenti Il processo di Kafka e la parabola “Davanti alla legge” dal capitolo “Nel duomo”, come matrice drammaturgica delle decisioni performative, della responsabilità e del controllo, ma anche come punto di partenza.
Al simposio hanno inoltre presentato interventi, tenuto laboratori o partecipato ai lavori: Višnja Kačić Rogošić, Katja Šimunić, Katarina Kolega, Kim Cuculić, Milan Madjarev, Marta Brkljačić, Petra Kovačić, Petra Jelača, Anica Vlasic-Anic, Vedrana Klepica, Ksenija Radulović, Ana Gospić Županović, Roza Tina Perić, Damir Bartol, Tanja Vrvilo, Maša Rimac Jurinović, Nataša Govedić e Ivan Penović.

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